PROVERBI BOLOGNESI

Par cgnósser un Bulgnèis, ai vól un an e un mèis; e po quand t'l'hè cgnusó, t'an al cgnóss brisa cum at cgnóss lo.
Per conoscere un Bolognese, ci vuole un anno e un mese; e poi quando l'hai conosciuto, non lo conosci quanto lui conosce te.



Dinànz da San Pir, dedrì da San Ptroni, ai tira un vant ch'al pèr al demoni.
Davanti a San Pietro, dietro a San Petronio, tira un vento che sembra il demonio.
Le due massime chiese di Bologna sorgono nei punti più ventilati della città.



Stra la Vétta e la Mórt, ai é el Ciavadùr.
Fra la (Chiesa di S. Maria della) Vita e la (Chiesa e Ospedale della) Morte (ora Museo Civico), c'è Via Clavature.
C'è sempre una via di mezzo per accomodare anche i contrasti più forti.



Bulaggna la grasa, par chi i sta, brisa par chi i pasa.
Bologna la grassa, per chi ci sta, non per chi ci passa.
Adattato ad un famoso verso di un opuscolo di ignoto autore, del 1610; la seconda parte del detto è attribuita ai provinciali invidiosi.



As nómina al pchè, e brisa al pecatòur.

Si nomina il peccato, e non il peccatore.
Segnalando una mala azione, non se ne indichi il responsabile.



La prémma vólta as pardanna, la secanda as bastanna.
La prima volta si perdona, la seconda si bastona.
Chi insiste nella colpa merita la punizione.



La vendatta ed zant an, l'ha i dént da lat.
La vendetta di cento anni ha i denti da latte.
Il desiderio di vendetta non invecchia.



Par San Lócca, chi ha di marón in splócca, e chi an n'ha brisa as plócca la camisa.
Per San Luca (18 ottobre) chi ha dei marroni ne mangia, e chi non ne ha si lecca la camicia.
E' tradizione mangiare le castagne lesse in tal giorno, dopo cena.